Sala Terza e Quarta
In queste Sale sono esposti i dipinti su tavola del Museo e costituiscono uno dei luoghi più importanti dell'intera collezione.
Nel primo ambiente trovano posto le opere dal medioevo al tardo gotico tra le quali la Madonna con Bambino e due angeli di Gentile da Fabriano, dipinta per la chiesa romana dei Santi Cosma e Damiano ai Fori e trasferita a Velletri nel 1633 in occasione della consacrazione della chiesa di sant'Apollonia e posta in venerazione con il titolo di "Madonna della Vita". Merita particolare attenzione anche il dipinto del maestro senese Bicci di Lorenzo La visitazione di Maria ad Elisabetta donato dal cardinale veliterno Stefano Borgia alla sua famiglia per porlo in venerazione sull'altare della Cappella gentilizia in Cattedrale.
La prima tavola raffigura il Salvator mundi ed è databile tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII: è una delle repliche laziali più antiche dell'immagine del Cristo in trono derivata dall'Acherotipa del Sancta Santorum di cui ripete non solo le forme ma anche le finalità liturgiche.
La seconda è una tavola singolare in quanto formata da due sportelli che chiudevano la cona o nicchia in cui era collocata ab antiquo la tavola trecentesca della Madonna delle Grazie in cattedrale. Rappresentano i quattro Santi Protettori Clemente, Eleuterio Geraldo e Ponziano. Sul retro erano dipinti due angeli con un giglio in mano. L'opera è attribuibile ad Ignoto della fine del XIV secolo.
Segue la Madonna con Bambino di Gentile da Fabriano. L'opera è l'unica rimasta dell?artista di quelle realizzate durante il suo periodo romano (settembre 1426-settembre 1427) essendo andati perduti gli affreschi di San Giovanni in Laterano.
La Visitazione di Maria ad Elisabetta è un bell'esempio di gotico fiorito o internazionale. Nel tondo della cornice è raffigurato il Re Davide che suona la cetra.
L'opera seguente è una piccola tavola del XV secolo, molto importante per la storia della devozione mariana nella città di Velletri. E' la testimonianza dell'origine della più antica delle Confraternite veliterne, quella dei Disciplinati di Santa Maria che poi mutarono il nome in Confraternita del Gonfalone. La Madonna è seduta su di un trono rosso: al centro, seduto sulle sue ginocchia, con le gambe incrociate, il Bambino Gesù è vestito con abiti regali; il piccolo quadro è una pagina intensa di teologia mariana.
L'ultima tavola di questa sala proviene dall'antica abbazia agostiniana di Santa Maria dell'Orto. Nelle guide antiche è indicata come "Madonna di San Luca". La critica moderna tende ad attribuirla al pittore pugliese Giovanni da Taranto attivo verso la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV secolo.
Entrati nella quarta sala notiamo subito sulla parete sinistra due opere di Antoniazzo Romano dipinte per la Cattedrale veliterna. La prima proveniente dall?altare di Sant'Eleuterio viene giudicata dalla maggior parte della critica come opera certa di Antoniazzo ed è databile ai primi anni ottanta del XV secolo. La seconda, collocata in origine nella Cappella della SS.ma Concezione nella Cattedrale venne dipinta dall'artista nel 1486 su commissione del Capitolo in seguito al Voto fatto dalla Città di Velletri per impetrare la fine della pestilenza che flagellò la città dal 1483 al 1486. E' una copia della celebre icona bizantina della chiesa di Sant'Agostino in Roma ed è una delle più valide testimonianze dell'attività di Antoniazzo Romano come copista di icone mariane.
Vediamo poi la grande tavola del Trasporto della Santa Casa di Loreto dipinta da Giovan Battista Rositi nel marzo del 1500 per la chiesa dell'abbazia, già ricordata, di Santa Maria dell'Orto. Il modello adottato dall'artista aderisce ancora ai canoni iconografici quattrocenteschi che prevedevano la raffigurazione della Madonna con il Bambino entro un tempietto-baldacchino poggiato su colonne sorrette da angeli.
La pala seguente, datata e firmata, è opera di Francesco da Siena. Fino alla metà del XVIII secolo era sull'altare maggiore della chiesa veliterna di Santa Maria del Trivio. L'opera , eseguita su commissione del vescovo cardinale Giovanni Domenico De Cupis ha come soggetto la Madonna con il Bambino in gloria tra gli apostoli Pietro e Paolo; allude alla nascita del popolo di Dio e alla istituzione della chiesa con rimandi iconografici al tema dell'Assunzione. Nella predella è raffigurata la Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli nel Cenacolo .
Prima di lasciare la sala osserviamo due piccole tavole: la prima è una Sacra famiglia di Scuola Bolognese del XVI secolo, riferibile alla bottega di Lorenzo Costa.
La seconda, raffigurante la Madonna con il Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Lucia, è attribuita alla Scuola di Francesco Raibolini detto il Francia ed è databile al terzo decennio del XVI secolo. Fino al 1595 sull'altare maggiore della chiesa di Santa Lucia in Velletri, fu in seguito traslata nell'aula capitolare della Cattedrale.


