Sala Quinta
Il percorso del Museo si conclude con la Sala Quinta dove sono raccolte le tele della collezione. La sequenza dei dipinti, collocabili tra il XVII e il XIX secolo, è di notevole interesse poiché documenta la vicinanza della produzione veliterna con quella contemporanea romana.
Giovan Battista Lenardi La caduta di San Paolo. Questa tela proviene dalla distrutta chiesa di San Giovanni Battista. L'autore, allievo di Pietro da Cortona, la dipinse nel 1697 su commisione del canonico Paolo Ulisse, avendo presente come modello un disegno del Maestro.
Ignoto della fine del secolo XVII : Immacolata Concezione. Questa tela costituisce la copia di un famoso dipinto che Pietro da Cortona e il suo allievo Ciro Ferri dipinsero per la chiesa di San Filippo in Perugia. Quest'opera è girata in controparte in quanto l'autore ha preso come modello l'incisione che del celebre quadro fece Françoise Spierre per il Messale di Alessandro VII Chigi.
Copia da Guido Reni di Ignoto del XVIII secolo Giuditta e Oloferne. La tela costituisce una fedele copia dell'opera di Guido Reni. Rispetto all'originale, questa Giuditta presenta alcune piccole diversità quali il particolare tendaggio a destra in alto e le ferite molto evidenziate di Oloferne. La sensazione di rarefazione della drammaticità del dipinto a favore di una maggiore grazia, suggerisce una datazione alla prima metà del Settecento, quando le tendenze marattesche rinnovano il legame con la pittura di Guido Reni.
Circoncisione : Quest'opera è collocabile tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento e si è indotti a supporre che sia stata eseguita da diverse mani. Infatti i puttini di matrice gaullesca, il tendaggio di memoria berniniana e la tipologia dei personaggi barbuti rimandano alla tradizione della pittura romana barocca, mentre le tipologie femminili in primo piano richiamano quella della pittura toscana seicentesca..
San Biagio e Sant'Agostino : L'analisi stilistica del dipinto ci permette di collocarlo in ambito romano per le evidenti intonazioni marattesche dell'angelo, per la tipologia dei Santi e per la tipica impaginazione. La commistione di influenze induce a collocare la pala in quell'ultimo quarto del Seicento in cui coesistono le diverse impostazioni della pittura romana di questo secolo.
Moltiplicazione dei pani e dei pesci: Piccola tela attribuibile ad Ignoto di scuola remana del XVII secolo. Donata al Museo Capitolare dal Ministro dell'Educazione Nazionale in occasione della sua apertura al pubblico nel 1927.
Il cardinale Marzio Ginnetti.Il dipinto raffigura il cardinale Marzio Ginnetti, Legato di papa Urbano VIII a Colonia, che partecipò alle trattative di pace della Guerra dei Trent'anni.Non si conosce il nome dell'autore seicentesco né quello del copista ottocentesco che realizzò questa tela. Si può presupporre che il primo quadro sia stato realizzato tra il 1635 e il 1638 durante la Legazione del Cardinale in Germania mentre il secondo appare in un inventario ottocentesco.
Sebastiano Conca: Madonna del Rosario con i Santi Domenico, Caterina da Siena e Giovanni Battista.La tela è opera del famoso pittore nato a Gaeta, ma formatosi a Napoli alla scuola del Solimena e operoso a Roma nella prima metà del Settecento. Il dipinto venne realizzato su commissione della famiglia veliterna Fiscari e posto nella Cappella del Rosario della Cattedrale per ordine del cardinale Tommaso Ruffo vescovo di Velletri. Il dipinto benché risponda a delle istanze prettamente devozionali, è di grande levatura pittorica e costituisce uno dei pezzi più importanti della collezione del Museo.
Luigi Fioroni: Annunciazione e Incoronazione della Vergine. Le due tele centinate, inquadrabili stilisticamente nell'ambito del purismo, furono commissionate a Luigi Fioroni intorno al 1836 per essere poste nella Cappella Santuario della Madonna delle Grazie, nella Cattedrale veliterna.
Domenico Tojetti: Madonna con il Bambino (detta di Costantinopoli) e i santi Protettori Eleuterio, Clemente Ponziano e Geraldo. La tela che raffigura la Madonna con i Santi Protettori di Velletri fu eseguita da Tojetti come pala d'altare della Cappella detta del Suffragio, nella cattedrale di Velletri. Bell'esemplare del purismo accademico, la tela venne esposta a Roma alla mostra degli Amatori e Cultori delle Belle Arti prima di essere collocata sull'altare della Cappella.


